Terra di Tutti: la bella realtà tra economia circolare e inclusione sociale

Sul proprio sito si definiscono “amanti della terra, artigiani, artisti e sognatori”: quattro parole che raccontano l’anima di Terra di Tutti, impresa sociale nata a fine 2018 e che si è fatta conoscere nel territorio piuttosto rapidamente, soprattutto in questo ultimo anno.

Siamo andate a visitare il loro laboratorio a Segromigno (Capannori), inaugurato ad agosto 2019, dove ci hanno accolto Francesca, Tonjia, Marta, Robert e alcune volontarie, mostrandoci le aree dedicate alle varie attività, i lavori fatti e quelli in corso.

Terra di Tutti origina il nome da uno dei primi laboratori con l’argilla realizzati con i migranti e rimanda ad un doppio significato: l’argilla è un materiale che tutti possono lavorare e, inoltre, è a disposizione di tutti, come la terra. Se ci pensate bene questo nome è proprio bello perché racchiude tantissime sfumature importanti, la terra intesa come lavoro, luogo in cui vivere, da proteggere, curare e da vivere in armonia gli uni con gli altri. Perché la terra è (e dovrebbe) essere di tutti.

Un significato bello e importante come le storie che si porta dietro questa giovane impresa sociale, che ha visto passare tra stoffe, scarti e pezzi di legno, persone provenienti da varie parti del mondo, in uno scambio reciproco di conoscenze, apprendimenti, saperi e vite.

Terra di Tutti infatti, ha iniziato la propria attività realizzando laboratori artigianali interculturali e di riuso creativo che coinvolgevano migranti, operatori sociali e artisti. Insieme ai laboratori, l’impresa partecipava a fiere ed eventi a livello locale, regionale e nazionale e sviluppava collezioni personalizzate per realtà del mondo profit e non-profit, collaborazioni che stanno aumentando sempre di più.

Ma cosa è Terra di Tutti per chi ci dedica il suo tempo? “Un crocevia di impronte artistiche e geografiche, una comunità in movimento. Nella Terra di Tutti nascono relazioni, intrecci, idee, oggetti. Raccogliamo le cose scartate e le trasformiamo in manufatti capaci di raccontare una storia, mettendo in circolo un pensiero condiviso e rispondendo a un bisogno, una necessità. Gli oggetti così prodotti non hanno più un solo volto ma portano la traccia di tutte le mani che li hanno creati”.

Terra di Tutti lavora secondo un modello di economia circolare a km 0 che utilizza esclusivamente materiali di scarto. Contattano o, sempre più spesso, vengono contattati da aziende locali e toscane per recuperare i residui della loro produzione, trasformandoli da potenziali rifiuti in oggetti utili e riutilizzabili. Terra di Tutti è poi un’impresa sociale: come sua missione ha anche quella di accogliere persone con abilità e competenze particolari per fornirgli una sorta di riscatto sociale. I prodotti valorizzano quindi le abilità di ognuno e il sistema di produzione è a misura d’uomo, con tempi lunghi, improntato a valorizzare le persone.

Terra di Tutti lavora prevalentemente su commissione ma la caratteristica veramente interessante è che il processo creativo viene fatto collaborando direttamente con il cliente, personalizzando ogni richiesta, come ci ha spiegato Tonja.

Il laboratorio che abbiamo visitato è suddiviso in tre aree: sartoria, stamperia/serigrafia e restauro del legno, tutte in stretta sinergia tra di loro. Nel laboratorio di restauro si recuperano sedie in disuso, arredi fuori moda e altri oggetti in legno a fine vita. La materia viene rigenerata e reinterpretata in un percorso nel quale la ricerca e la progettazione generano nuove combinazioni. In questo spazio vengono sperimentate verniciature antiche a base vegetale e di pigmenti naturali, con tempi di applicazione lunghi ma con un impatto ambientale molto diverso rispetto alle vernici comuni.

Tra i vari progetti segnaliamo Paracool, ovvero il recupero creativo di ombrelli rotti. Questo tipo di rifiuto, oltre ad essere tra i più diffusi, è uno dei più complessi e difficili da riciclare. Terra di Tutti è riuscita a trovare una soluzione pratica e a impatto zero, che consente di riconvertire il tessuto degli ombrelli dismessi in diversi oggetti di uso quotidiano. In alcuni luoghi del territorio sono a disposizione contenitori dove chiunque può depositare il proprio ombrello rotto per riconvertirlo in un nuovo oggetto. Dalla raccolta sono nati grembiuli, borsette da utilizzare per cose sporche o bagnate, porta oggetti, para schizzi, portapranzo; etc.

Altre materiale utilizzato è il PVC (ricavato per esempio dai cartelloni pubblicitari), di grande impatto ambientale, dal quale nascono portaborraccia, shopper, grembiuli da cucina. Il 2020 è stato poi caratterizzato dalla produzione di mascherine mentre quando siamo andate a trovarli stavano preparando i cappelli di carnevale, utilizzando come decorazione pezzi di legno e lettering ricavato da scarti di un negozio di zerbini. Altro materiale molto utilizzato è il jeans: per produrne un paio sono necessari circa 10.850 litri di acqua e ogni anno ne vengono realizzati almeno 2 miliardi, dei quali molti finiscono in discarica. I volontari e i tirocinanti di Terra di Tutto non vogliono certo buttare via un così enorme spreco di risorse e quindi ci ricavano vari oggetti, tra i quali borse, portachiavi, portaocchiali. Tutti gli oggetti realizzati sono poi unici e con caratteristiche particolari che li rendono l’uno diverso dall’altro.

Francesca all’opera

In fase di elaborazione c’è il progetto “Un’idea nuova di Welfare ” sviluppato con Lucca Creative Hub e Giardini del Futuro e promosso dal Comune di Lucca (ne abbiamo parlato qui) grazie al quale banchini e sedie di scuole, non più utilizzabili per le attuali normative, sono trasformati in qualcosa di nuovo per allestire una stanza ibrida affacciata sui giardini della biblioteca Agorà a Lucca.

Terra di Tutti è anche uno spazio dove si organizzavano workshop di una o più giornate rivolti a tutte le fasce di età e anche alle scuole. Abbiamo usato il passato per ovvi motivi, visto che al momento non è possibile realizzare tale attività, ma siamo tutti fiduciosi che potranno ricominciare.

Cosa potete fare voi?

1) Andare sul sito dell’impresa e vedere tutte le opportunità per poter scegliere l’ambito di maggior interesse poi voi o la vostra azienda, non dimenticando di visitare lo shop

2) Pensare a loro se volete produrre qualcosa per la vostra azienda, associazione o per un particolare evento

3) Riciclare e non sprecare, come ci insegnano realtà come questa

4) Diventare volontari

5) Preferire l’acquisto di questi oggetti eco-sostenibili e creati da mani che sono anche storie.

Maggiori info: https://www.terraditutti.it/

Autore dell'articolo: Margherita

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