Storia del calcio AICS a Lucca – decima puntata

1990/91. La prima volta del Marlia, perde ancora in finale il Mologno.

In seconda serie vince il San Paolino, mentre si prepara la riforma dei campionati

Ardenza, 23 settembre 2021.

di Gigi di Severino

La lunga estate sonnolenta del “Risveglio” ha favorito la mia pigrizia, e così torno a scriverti la storia del calcio amatori AICS a Lucca, cara Margherita, oltre due mesi dopo l’ultima puntata, quella dove si raccontavano le vicende del primo campionato degli anni ’90.

Mi mancava del resto anche un po’ di materia prima. Tuo zio Francesco ha provveduto, e mi ha inviato le statistiche di altri due anni. Dovrò sollecitarlo, e dovrai sollecitarmi, perchè prima della prossima estate tutto si concluda, altrimenti il libro sui quarant’anni di calcio amatori AICS a Lucca a cui pensava tuo padre, rischia di non vedere mai la luce.

Avevo anche molte cose da fare, privilegio di quota 100: prepararmi per la partenza verso Porto, per le vacanze autunnali, finite oggi quelle italiane sulla Costa degli Etruschi. Finite nel migliore dei modi: all’Ardenza da Oscar, davanti ad un piatto di Riso Nero (Risotto con seppie nostrali e suo inchiostro), preceduto da una “selezione di tre antipasti” e seguito da una “variazione di triglia alla livornese” il tutto accompagnato da uno spettacolare Vermentino di Luni “Santa Caterina”, così buono da farmene stappare una seconda bottiglia.

La vigilia si era consumata a Baratti, ancora un incanto, nonostante le ringhiere arrugginite, il parchegggio lungo strada e il finto povero della sinistra che qui pensa di essere a Capalbio; e ancor prima a Suvereto, un gioiello, ma con un’Ammistrazione alla guida della città che si fa chiamare “Assemblea Popolare” e  un ristorante pieno di pretese dove ti fanno mangiare quello che gli pare, e non è nemmeno un granché; e poi a Populonia Alta, dove il fritto di paranza ha tenuto testa a quello che mi ha preparato la tua mamma in agosto. 

Tanto tempo per visitare, digerire e pensare. E per leggere i giornali, che riportano gli echi di una protesta montante contro i vaccini e il green pass, tra poco obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro. Cosa è successo, e quando, di preciso, nel poco tempo che è trascorso da quando ci mettevamo in fila per i vaccini (qualche ora, per la prima dose, vi ho passato un sabato di metà maggio, come ho avuto già modo di raccontarti) e protestavamo perchè ce n’erano pochi, e toccavano ai soliti privilegiati etc. etc.etc? E cosa accomuna nel no al vaccino (al netto di chi ha paura, di chi esercita semplicemente un suo diritto o di chi vuole alimentare caos per poi rimettere ordine), persone così diverse, di fedi diverse, di orientamento politico diverso, di storia e cultura diverse? Cosa le accomuna in quello che, a seconda di come lo si guardi, qualcuno chiama pregiudizio antiscientifico, o complottismo ma altri (anche i più insospettabili, magari con un pedigree democratico non di prim’ordine) ribellione sacrosanta alle limitazioni delle libertà personali, alla dittatura sanitaria, alla sospensione dei diritti costituzionali?

Come al solito pochi strumenti, o informazioni, per capirlo, per chi abbia voglia di farlo, e ancor meno strumenti o informazioni per gli intossicati di facebook (mi dicono che sia lì il centro dell’accomunamento, non ho modo di verificarlo, non ho un profilo, non sono uno snob, ma mi restano pochi anni, e non ho tempo da perdere). E pochi che osservino che, forse, si dovrebbe indagare come tutto questo si leghi alla perdita progressiva, negli anni, del senso di comunità, e al dovere etico della difesa degli altri componenti della comunità insieme a se stessi.

Torno allora alle Gazzette, non quelle ufficiali, che compulsavo per lavoro, ma quelle sportive. Gli echi delle “ribelli” della Superlega si stanno spegnendo (non ci saranno sanzioni né multe per nessuno, né per i reprobi né per i pentiti) e tengono campo gli acquisti del Paris Saint Germain, quelli degli sceicchi, i mondiali ogni due anni proposti dalla FIFA: chi si scagliava contro la Superlega in difesa del Calcio del Popolo, non si vergogna neanche un po’ ad esaltare i proprietari di Messi e Mbappè, né riesce ad ammettere di essersi fatto prendere per il culo da Ceferin e Boris Johnson. Come fosse un maoista qualsiasi degli anni 60/70, come quelli che conosco della mia vecchia città, ferventi democratici mai pentiti per aver adorato il responsabile di milioni di morti.

Finisco di divagare e vengo al dunque: eccoti la puntata sul campionato 1990/91, da Porto spedirò l’undicesima puntata, quasi pronta, dove oltre al campionato si parlerà del Congresso nazionale di Alghero del novembre 1991, quando l’Associazione cambiò il suo timoniere, passando da Gianni Usvardi a Giorgio Perinetti.

Sono 68 le squadre iscritte al campionato che prende il via il primo sabato di ottobre del 1990.  Ben nove in più dell’anno precedente. In vista della riforma programmata per la stagione successiva, le 25 squadre del campionato Amatori di Eccellenza, suddivise in due gironi su base geografica, dovranno qualificarsi per la futura serie “A1”: il posto è riservato alle prime sette classificate di ogni Girone, mentre le rimanenti parteciperanno al Campionato di A2.

Nel Girone A, vi sono i campioni provinciali ’87 del Mologno, la Gelateria Tori, vincitrice del campionato amatori dilettanti dell’anno prima, la Molognese, finalista ’89 nello stesso campionato e il Bar Tre Cancelli. Nel Girone B, ben quattro ex campioni provinciali (Marginone, Vorno, Segromigno in Monte, Villa Basilica). Prima volta per l’Antraccoli di Giuliano Consani, che negli anni sarà assoluta protagonista. 

Mologno e Marlia Oreficeria Francesconi vincono il loro Girone e sono ammesse direttamente ai Quarti. Si ritroveranno in finale allo Stadio di Marlia giovedì 16 maggio 1991. Il Mologno ci arrriva , dopo aver battuto il Vorno (0-0 e 3-2) e lo Spianate (1-0 e 1-0). Il Marlia dopo aver sconfitto il Balbano (0-0 e 2-0) e il Tre Cancelli (0-0 e 1-0). L’arbitro della finale è Quinto Bianchini, la partita termina 2-2 ai supplementari, serviranno i calci di rigore (5-3 a favore del Marlia allenata da Mario Landucci) per stabilire la vincente il titolo di campione provinciale. Al terzo posto si classifica lo Spianate che sconfigge sempre ai rigori (4-3, i tempi regolamentari si erano chiusi sullo 0-0) il Tre Cancelli.

Andrea Dinelli (Vorno), con 17 reti, otto anni dopo il titolo conquistato nell’83 con il Nozzano, è di nuovo il capocannoniere. Al secondo posto Odoacre Scardigli del Marlia (15 reti) al terzo Roy Benedetti dell’Antraccoli e Gianluca Baldisseri del Mologno, entrambi con 14 reti. Quiesa Alice Moda vince la Coppa Disciplina. Veloce Pelleria e Badia Pozzeveri retrocedono negli amatori dilettanti.

Andrea Dinelli

Le squadre iscritte al Campionato Amatori Dilettanti sono invece 43, suddivise in 4 gironi, formati anch’essi su base geografica. Le prime quattro sono ammesse ai play off, mentre le prime quattro al termine dei play off disputeranno il campionato di A2 91/92. Aiax Bozzano, Sassi Eglio, La Vigilanza e Polisporiva Spianate vincono i gironi di qualificazione. Nessuna di loro arriverà però in finale, che si disputerà, sempre a Marlia, giovedì 23 maggio tra San Paolino e Pastificio Mennucci Ponte a Moriano.

Il San Paolino vi arriva dopo aver battuto le Querce (2-0 e 1-2), il Magazine Saltocchio (2-1 e 0-0) e lo Sporting Maggiano (2-1 e 0-0). Il Pastifico Mennucci dopo aver sconfitto il Vignola (doppio 1-1,  5-4 ai rigori), l’Aiax Bozzano (1-1 e 2-0) e il Tam Tour (0-0 e 1-0).  L’arbitro della finale è Mario Varsalona, la partita termina 2-0 a favore del San Paolino. Al terzo posto il Tam Tour, 3-0 allo Sporting Maggiano.

Silvio Prosperi (Fornoli) con 21 reti è il capocanniere, davanti a Fabrizio Paganucci (La Vigilanza) con 16 reti, Massimo Catelli (G.A.R. Amatori), Angelo Semplici (Sassi/Eglio) e Giuliano Grazzini (Atletico Gragnano) tutti con 15 reti. Al Magazine Saltocchio va la Coppa Disciplina.

27 gli arbitri impiegati nella stagione. Record di presenze per Antonio Lotumolo (59), che l’11 novembre 1990 dirige la sua gara di campionato numero 300. Dietro di lui Mario Puccini (53), il 5 gennaio 1991 in gara 100, e Carlo Abate (49), che a quota 100 arriva il 16 marzo 1991. A quota 100 anche Angelo Bertolucci, Massimo Benetti, Orlando Pellegrinotti e Luigi Gelli, mentre Mario Varsalona dirige la sua gara 200 il 24 novembre 1990. Nel totale dei 9 campionati sin qui disputati, Lotumolo guida con 395 gare, davanti a Sauro Martinelli (281) e Fabrizio Giuliani (250).

15 delle 68 squadre partecipanti sono iscritte anche al campionato 2021/2022, mentre sono 2 gli arbitri tuttora in attività che scesero in campo in quel campionato.

Per concludere, come al solito, mi piace ritornare con la memoria a quegli anni, (vivevo ancora a Roma, tornavo a Lucca una volta al mese, arbitrai quell’anno un paio di partite) e ricordare, con l’aiuto di Wikepedia, gli accadimenti cruciali, per me più significativi. 

Dopo la fine del regime comunisti nella Germania Est, in ottobre a Berlino cerimonia ufficiale per la riunificazione delle due Germanie, mentre a Roma Achille Occhetto presenta nome e simbolo del PDS, che il 3 febbraio 1991 prenderà ufficialmente il posto del PCI. In novembre Margaret Thatcher si dimette da Primo Ministro inglese e l’Italia firma gli accordi di Schengen. In dicembre, Lech Wałęsa, leader di Solidarność, viene eletto Presidente della Repubblica polacca e Garry Kasparov diventa campione mondiale di scacchi.

Chess Master Garry Kasparov, 22nd May 1990. (Photo by julio donoso/Corbis via Getty Images)

In gennaio, a Bologna, tre carabinieri muoiono crivellati dai proiettili di quelli che si saprà poi essere i poliziotti della “Banda della Uno Bianca”. Il Congresso degli Stati Uniti (15 Gennaio) autorizza Geoge H. Bush ad attacare l’Iraq, che nell’agosto precedente aveva occupato il Kuwait. A Londra, in febbraio, due bombe dell’IRA devastano due stazioni ferroviarie. A Marzo nel porto di Brindisi sbarcano 27 mila albanesi, in fuga dal loro Paese, Riccardo Cocciante trionfa a Sanremo con “Se stiamo insieme”, Sophia Loren riceve l’Oscar alla carriera e Maradona viene trovato positivo alla cocaina. Al largo del porto di Livorno, il traghetto Moby Prince entra in collisione con una petroliera e si incendia, causando la morte di 140 persone. In maggio, dopo 14 stagioni, si conclude Dallas; in giugno Croazia e Slovenia dichiarano l’indipendenza dalla Jugoslavia, in luglio viene sciolto il Patto di Varsavia.

Nei mondiali di Atletica Leggera (Tokio, agosto 1991) oro di Maurizio Damilano nella 20 km di marcia. Gianni Bugno vince in agosto, a Stoccarda, i mondiali su strada di ciclismo. Si ripeterà l’anno dopo in Spagna. Franco Chioccioli vince in Giugno il Giro d’Italia, Miguel Indurain (luglio) il Tour de France. Nel Roland Garros, Andre Agassi è sconfitto in finale da Jim Courier.

L’Inter vince in maggio la Coppa UEFA nella doppia finale contro la Roma, che si aggiudica in Giugno la Coppa Italia sconfiggendo la Sampdoria, che il 26 maggio si era laureata campione d’Italia, con Vialli (19 reti) capocannoniere del Torneo, davanti a Milan e Inter. Solo settima la Juventus di Montezemolo e Maifredi, nonostante l’arrivo a Torino di Roberto Baggio.

La Lucchese, tornata in B dopo 27 anni, chiude il campionato al 6° posto, dopo essere stata seconda alla fine del girone d’andata. Al termine della stagione, Corrado Orrico, allenatore protagonista della promozione in B, si trasferisce all’Inter. Al suo posto arriva Marcello Lippi.

Come l’estate ’90, quella del ’91 porta con se tanti tornei di calcetto, ma l’attenzione di tuo padre e dei dirigenti di allora è concentrata sul Congresso nazionale di Novembre. Si susseguono gli incontri preparatori; con Giancarlo Barcali, dirigente nazionale e Franco Nannotti, presidente regionale, entrambi fiorentini, tuo padre andrà in estate a Mantova dal Presidente Gianni Usvardi, ad assicurare l’appoggio della maggioranza della Toscana alla sua ricandidatura a Presidente nazionale. E non cambierà idea nell’ottobre successivo, quando si recherà a Torino insieme a Giancarlo Ciofini, invitati da Giorgio Perinetti, candidatosi in contrapposizione ad Usvardi.

Barcali, Ciofini, Nannotti: dirigenti che hanno fatto la storia dell’AICS, di quella toscana, di cui costituiscono le solide radici, e di quella nazionale. Sono tutti purtroppo scomparsi da tempo, così come Usvardi e Perinetti, ma nel 1991 saranno protagonisti al Congresso di Alghero, di cui ti racconterò la storia la prossima puntata.

Autore dell'articolo: Gigi di Severino

2 commenti su “Storia del calcio AICS a Lucca – decima puntata

    Fabio fanucci

    (8 Novembre 2021 - 22:15)

    Buonasera vorrei sapere se avete dei commenti, immagini della vittoria del campionato regionale mi pare 94/95 del molin nuovo gelax grazie

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