Storia del calcio AICS a Lucca – ottava puntata.

1988. Il Campionato AICS si fa in due: nascono prima e seconda serie. Vince il Villa Basilica, e torna in finale il Mologno.

Lucca, 15 maggio 2021.

A fine aprile il ritorno a Lucca, dopo qualche mese di assenza, per vedere la Lucchese giocarsi contro il Renate la permanenza in C, e prenotare il vaccino anti-COVID.

Così oggi, sabato 15 maggio, ore 17,35, ex Ospedale Campo di Marte, mi metto ordinatamente in fila per ricevere la prima dose di Pfizer. Appuntamento fissato per le 18,12, insieme a tuo padre, al suo iPad e a Sky Go, –c’è Juve-Inter, si perde senz’altro-ma a te che te ne frega- son più forti, purtroppo, si guarda un po’ e come fan goal si spenge- mi dice.

Son passati 15 giorni che, calcisticamente, cara Margherita, non sono stati certo tra i migliori della nostra vita, tra la retrocessione della Pantera, lo scudetto dell’Inter, gli scissionisti della Super League. Quest’ultimi, dilettanti allo sbaraglio che pensano di salvare bilanci fallimentari aumentando i proventi TV invece di tagliarsi stipendi e tagliare ingaggi dei loro prodi e dei loro procuratori, in questi giorni di maggio si son cacati definitivamente sotto, e han fatto passare Ceferin e l’UEFA, incensati dai commentatori di casa nostra, da difensori del calcio.

Del resto, mentre i tifosi inglesi erano in rivolta, gli spettatori italiani si chiedevano dove si fanno i nuovi abbonamenti: cosa aspettarsi di diverso?

Era cominciato malissimo, il ritorno in Patria. Domenica 2 maggio all’Ottavo Nano, mentre in città infuria la festa dei tifosi interisti, un paio di birre chiare, tranci di pizza e un manipolo di tifosi, e sul far della sera la Lucchese Libertas, senza mai tirare in porta, è ufficialmente retrocessa in serie D.

Tanta tristezza, che il cartello delle sostituzioni che non vuol saperne di far uscire il numero giusto, agitato già dopo pochi minuti dal Santerini, aveva fatto subito presagire, insieme ai quattro gatti che siamo qui, nello stesso posto dove vivemmo un paio d’anni fa, domenica 9 giugno 2019, una giornata storica: finale di play-out contro il Bisceglie, si vinse ai calci di rigore e ci salvammo.

Quella volta, ero tornato a Lucca per la partita, festeggiammo; la birra scorreva a fiumi, e i clacson omaggiavano la permanenza in C. Ora i lucchesi interisti vanno in su e giù per la circonvallazione, tra loro in prima fila il Presidente della Provincia, e il giorno dopo, la città è ancor più indifferente alle sorti della Lucchese.

La coda dei vaccinandi è ordinata, Juve-Inter è divertente, e Calvarese sembra l’Abate che arbitrava con noi all’AICS a cavallo del secolo: corre per il campo senza sosta e senza mai azzeccare un fischio, lo correggono al VAR 5 o 6 volte e quando non lo soccorrono prende la decisione sbagliata.

Dopo un paio d’ore di coda, il vaccino è rapido e indolore, ci sediamo per il quarto d’ora d’attesa, la partita finisce e ci incamminiamo per rientrare in città; siamo a piedi e senza ombrello, e ci becchiamo un po’ di pioggia nell’aria che si è fatta mite.

L’appuntamento è con un altro paio di amici in piazza San Francesco, al Mecenate, dove insieme al vento e a scrosci di pioggia che lambiscono i tavoli anche al riparo degli ombrelloni, ci aspettano una bottiglia di Gilda Bairrada 2017 di Tiago Teles (Merlot, Castelão, Tinta Barroca), i tordelli, la tagliata con i fagioli e i ricordi dei campionati AICS degli anni ’80.

E la sera e la vita si coloran di rosa e di bianco, con un Mâcon-Bussières Les Clos 2016 di Joseph Drouhin che porta via i cattivi pensieri e fa sembrare più dolci i ricordi.

Cominciamo così a raccontarci, per la storia che stiamo pubblicando a puntate qui sul “Risveglio”, il campionato provinciale Amatori AICS 1988-1989; la sua VIII° edizione, che comincia nell’ottobre del 1988, rappresenta una svolta nella formula organizzativa consolidata, perché sancisce la nascita di due vere e proprie competizioni, con due distinte squadre vincitrici.

Prendono infatti il via due campionati: il Campionato Amatori di Eccellenza (I Serie), che assegna il titolo di Campione provinciale, prevede retrocessioni e vede al via 22 squadre, scelte in base alla classifica del precedente campionato e suddivise per sorteggio in due gironi da 11 squadre ciascuno, e il Campionato Amatori Dilettanti (II Serie), 30 squadre, raggruppate più o meno con il criterio della vicinanza geografica e suddivise in 3 gironi da 10 squadre ciascuno.

I campioni in carica del Vorno, che nella primavera dell’89 erano stati sfortunati protagonisti della finale regionale giocata a Coverciano, vanno fuori al primo turno di play off, sconfitti dal Marlia ex Bar Granucci, che aveva chiuso il suo girone al secondo posto, dietro il Villa Basilica.

Marlia e Villa Basilica vincono poi le gare dei quarti di finale, rispettivamente contro il Badia Pozzeveri (doppio 1-0) e i pisani dell’Avane (0-0 e 2-0), e arrivano in semifinale, insieme a Mologno e Vinchiana, prima e seconda nell’altro girone, che nei quarti avevano eliminato rispettivamente l’Arliano (2-1 e 1-0) e e il Segromigno in Monte (doppio 2-0).

A vincere il campionato è il Villa Basilica, che in semifinale ha sconfitto il Vinchiana (0-0 e 2-1 ai supplementari) e in finale incontra il Mologno (0-0 e 1-0 con il Marlia) campione provinciale 86/87.

Si torna a giocare allo stadio di Saltocchio, la sera del 4 maggio 1989: il Vinchiana batte 2-1 il Marlia e chiude al terzo posto. La gara di finale finisce 3-1, e sono necessari i tempi supplementari per decretare i nuovi campioni provinciali. Ad arbitrarla, è designato Sauro Martinelli; stasera, a alla sua memoria e al ricordo di quella partita di 32 anni fa, ci siamo salutati bevendo un bicchiere di Montevertine.

Il primo titolo del campionato seconda serie va al Tre Cancelli, che in finale (Stadio di Saltocchio, 27 aprile 1989, arbitro Luigi Lucchesi) sconfigge per 1-0 i pistoiesi del Salumificio Benigni; al terzo posto il Valditurrite, 3-0 al Lappato. Le quattro finaliste sono promosse in prima serie, da cui retrocedono Bar Cacciatori Montecarlo e Veloce Pelleria.

Esordio nell’AICS per il Fidelitas dell’indimenticato Renzo Quaratesi; dopo 32 anni la squadra di Porcari è ancora iscritta in prima serie e fa parte, con Badia Cantignano, Mologno, Aquila Nozzano, Fornoli, Camigliano, Gragnano e Querce, del gruppo di 8 squadre, sulle 52 che parteciparono quell’anno, ancora iscritte al campionato AICS.

Capo-cannoniere di prima serie è Pietro Della Santa del Marlia (17 reti); in seconda serie, il titolo va ad Andrea Grazzini delle Querce (21 reti). Il Piaggione vince la Coppa Disciplina di prima serie, il Sant’Andrea in Caprile quella di seconda serie.

Tra gli arbitri, 45 gare per Antonio Lotumolo, che raggiunge e supera quota 200, davanti a Sauro Martinelli (34 gare) e Mario Puccini (29 gare). 34 gli arbitri impiegati, Gianfausto Massei, Luigi Lucchesi e Eugenio Chelini raggiungono quota 100.

Il vino che scorre stasera è buono e generoso, e affiorano altri ricordi di quegli anni. Tra i nostri amici di stasera c’è M. che negli anni ’70 aveva militato in Lotta Continua; il 1988, ci dice, è l’anno dell’arresto di Sofri, Bompressi e Pietrostefani accusati del delitto Calabresi dopo le rilevazioni del pentito Leonardo Marino, e dell’assassinio di Mauro Rostagno (settembre) ad opera della mafia.

Il 15 giugno 1989, dice tuo padre, compio 33 anni, e i Nirvana esordiscono con il loro primo album “Bleach”; in luglio a Venezia, davanti a 200 mila persone, i Pink Floyd orfani di Roger Waters suonano su una chiatta davanti Piazza San Marco, “e io c’ero”, replico.

A casa nostra, Fausto Leali e Anna Oxa (febbraio ’89) vincono Sanremo con “Ti lascerò”. Non c’era nessuno di noi, ma scopriamo di averlo visto tutti in TV, e che ci piace Anna Oxa.

Riaffiorano anche, di nuovo, i ricordi di ciò che accadeva a livello internazionale: nell’ottobre ’88 Michail Gorbačëv assume la carica di capo del Soviet Supremo e in Novembre George H.W.Bush diventa il 41° presidente degli Stati Uniti.

Il 1° dicembre dello stesso anno viene introdotta la giornata mondiale contro l’AIDS, sempre in dicembre, il Papa riceve Arafat, una bomba fa espldere in volo un’aereo della Pan Am, che precipita sulla cittadina di Lockerbie in Scozia (270 morti, Stati Uniti e Gran Bretagna accusano la Libia) e finisce dopo 9 anni e 15 milioni di vittime la guerra tra Iran e Iraq.

In febbraio Khomeini (che morirà in giugno) condanna a morte Salman Rushdie, e l’esercito sovietico si ritira dall’Afghanistan. In aprile, cominicano le proteste in Piazza Tienanmen, cominciano le vendite della consolle Game Boy e 96 tifosi muoiono a Hillsbourg schiacciati nella calca durante la gara tra Liverpool e Notthingham Forest, mentre nello stesso mese arriva la sentenza per la strage dell’Heisel.

Nel settembre 1988 , a Seul, si tengono i giochi dell XXIV° Olimpiade, senza Cuba, Corea del Nord ed Etiopia, che le boicottano. Unione Sovietica (132 medaglie – 55 ori, tra cui quello del calcio, davanti al Brasile) e Germania Est (102 medaglie – 37 ori) precedono gli Stati Uniti (94 medaglie, 36 ori) nella classifica assoluta. Carl Lewis arriva secondo nei cento dietro Ben Johnson, che tre giorni dopo sarà squalificato per doping. Greg Louganis vince il suo quarto oro nei tuffi, dopo aver sbattuto in qualificazione la testa sul trampolino; qualche anno dopo farà discutere la sua rivelazione di essere già allora sieropositivo. Steffi Graf vince l’oro nel tennis femminile. 6 le medaglie d’oro italiane, tra cui quella fantastica di Gelindo Bordin nella maratona.

Anche nel campionato 1988/1989, ricorda tuo padre senza gioia, fu l’Inter a vincere, dopo 9 anni di attesa. E anche quella volta ci volle in panchina un ex juventino…. Per te, Margherita, quello vinto con Trapattoni fu il primo da tifosa nerazzurra, in un anno dove, ricorda sempre tuo padre, passasti molte domeniche sugli spalti del Porta Elisa, dove la Lucchese di Corrado Orrico chiuse al sesto posto il suo campionato di C1 .

Si è fatto tardi, abbiamo abbondamente superato l’ora in cui scatta il coprifuoco, prometto a tuo padre che tornerò per arbitrare una partita del campionato AICS, appena sarà possibile, e ci lasciamo pensando che se lo possiamo ancora fare è una fortuna assoluta. Dei 34 arbitri che scesero in campo in quel campionato, 2 soli sono ancora in attività, e molti non sono più con noi.

Autore dell'articolo: Gigi di Severino

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