Storia del calcio AICS a Lucca – nona puntata

1989/90. Al Segromigno in Monte il secondo Campionato disputato con la nuova formula

Viareggio – Darsena, 12 luglio 2021.

di Gigi di Severino

Scrivo questa nona puntata della nostra storia del calcio amatori AICS, cara Margherita, ancora dalla Toscana. La seconda dose del vaccino da fare, un Portogallo in cui tornano a crescere i contagi, altri amici da rivedere e l’Italia in finale nel campionato europeo: preziosi pretesti per restare ancora un po’ a Lucca.

Venerdì sera cena in Darsena, al bagno Rossella, una bella Catalana con Vermentino di Luni. Con tuo padre e altri amici di antica data, su invito di R. Come usava tanto tempo fa, e come fa da oltre cinquant’anni, R. passa tutto luglio in villeggiatura a Viareggio, con la madre ora novantacinquenne, tanti libri, vecchi lp, il cappello di paglia e una damigiana da infiascare.

A cena si parla di calcio, della finale di domenica e del campionato dell’AICS che si riorganizza per ripartire: quello dell’89/90 l’hanno giocato in due dei nostri compagni di stasera, e tuo padre strappa loro bottiglie e qualche ricordo. Si parla anche del torneo “Liberaci dal Covid” appena concluso. La foto di tuo padre che è tornato in campo per arbitrare Dinamo Calafata – F&C Lucca fa il giro del tavolo. Merita un’altra bottiglia. A fine cena, un salto al Corsaro Rosso, per il bicchiere della staffa.

Appena entrati, ci arrivano la voce e la musica inconfondibili di Manolo Strimpelli e la sua Nait Orkestra: basta poco per infilarsi nel mezzo alla folla che balla. La sera lascia presto spazio alla notte, il vino ai Negroni sbagliati, canzoni accompagnate una per una, tuo padre sale addirittura a ballare sulla cassa quando parte la “Mano de Dios”: olè olè olè, Diegò, Diegò, olè olè olè, Diegò, Diegò.

Notte da raccontarci alla prossima cena che faremo, chi disperso nei tanti locali aperti, o ad abbracciare amici ritrovati, o con me e tuo padre a cantare sino al mattino dopo, “Maradò Maradò y todo el pueblo cantó “Maradó, Maradó” nació la mano de Dios “Maradó, Maradó” llenó alegría en el pueblo regó de gloria este suelo…

R. mi ospita a casa sua per la notte; il sabato è un giorno quieto di riflessione, una lunga camminata sulla spiaggia ad aspettar la sera. La notte tra sabato e domenica è stupenda, e piena di promesse; l’Argentina dopo 28 anni torna a vincere la “Copa-America”, al Maracanã di Rio de Janeiro, contro i padroni di casa del Brasile (rete di Ángel Di María al 22°). Godo.

L’11 luglio è anche l’anniversario del mondiale vinto nell’82 al Santiago Bernabeu, e il giorno in cui, un anno fa, accompagnammo il nostro amico Fabio verso l’ultimo viaggio.

Non poteva pertanto che finire come è andata a finire. Brindo a champagne con la mamma di R. “preferisco un po’ di quel Sangiovese che è di là” mi dice; allora stappo il Pergole Torte che avevo portato per il pranzo dell’indomani, e rigodo.

Il campionato AICS 1989/90 intreccia le sue storie con una semifinale ai rigori che non finì purtroppo come la finale degli Europei. Si era a Italia’90, e nell’altra squadra c’era Maradona, non quei tracotanti di iersera; sostengono di aver inventato il calcio ma oggi non sanno più nemmeno giocarlo, imbarbariti come sono dai profeti del tiki taka e dal catenaccio importato.

Era invece finita bene la finale ai rigori del 30 maggio 1990 della Coppa Italia di Serie C tra Lucchese e Palermo. All’andata vincemmo 2-1, con reti di Simonetta e Russo. Al ritorno perdiamo 1-0, e servono i calci di rigore; finisce 5-4 per noi, e li segnamo tutti con Donatelli, Simonetta, Di Stefano, Monaco e Pascucci.

E il campionato 1989/1990 fu anche il fantastastico campionato in cui l’Associazione Sportiva Lucchese Libertas 1905, arrivando seconda in Serie C, conquistò la Serie B.

Il Campionato di serie A aveva intanto portato al Napoli il secondo scudetto della sua storia, davanti al Milan, che il 23 maggio 1990 vince a Vienna la Coppa dei Campioni (1-0 sul Benfica) completando con il trofeo più prestigioso le vittorie tutte italiane nelle tre competizioni internazionali. Qualche settimana prima, infatti (9 maggio, a Goteborg), la Sampdoria aveva vinto la Coppa delle Coppe (2-0 all’Anderlecht, Gianluca Vialli miglior marcatore della competizione con 7 reti) mentre la Juventus aveva vinto la Coppa UEFA (3-1 e 0-0 con la Fiorentina, 2 e 16 maggio).

Si pensava che i successi internazionali delle squadre italiane fossero il preludio al trionfo finale, nei mondiali di casa nostra, quelli delle notti magiche. Le notti magiche finirono in semifinale, e Italia ’90 fini l’8 luglio con la vittoria dei tedeschi sull’Argentina. Giusto un mese prima era finito il nostro ottavo Campionato Amatori, il secondo con la nuova formula, con la vittoria del Segromigno in Monte per 2-0 sulla Gelax, arbitro Roberto Biagini di Monsummano.

Mi soccorrrono ancora le statistiche di tuo zio Francesco, perchè i ricordi che ci siamo scambiati a cena sono nel dopo sbronza ancora più confusi. Il campionato era iniziato nell’ottobre ’89 con 59 squadre iscritte: 23 nei due gironi del “Campionato Amatori di Eccellenza”, 36 nei tre gironi del “Campionato Amatori Dilettanti”. Al via non ci sono i campioni in carica del Villa Basilica, che come faranno poi Vorno, campione ’89, Gelax e Segromigno in Monte, si iscrivono al campionato FIGC. Non per un altro Ente, come all’AICS dicono sempre con orgoglio, né per bivaccare in un’anonima terza categoria, ma per tentare la scalata alle serie maggiori (saranno tante, in quarant’anni, e qualcuna arriverà addirittura in Eccellenza, partendo dagli amatori dell’AICS).

La nuova formula dei campionati, articolati su più gironi, prevede ancora la disputa dei play off. Il Segromigno arriva in finale eliminando nell’ordine Arliano (0-1 e 1-0, 3-1 dopo i rigori), Massaciuccoli (2-0 e 0-0) e Badia Pozzeveri (doppio 0-0 e 5-3 dopo i rigori). La Gelax è ammessa direttamente ai quarti di finale, in quanto giunta prima nel proprio Girone (l’altro è stato vinto dai neopromossi del Tre Cancelli), dove sconfigge (doppio 1-0) l’Avane. Identici risultati anche nella semifinale contro il Nave, che arriverà terza (2-1 sul Badia Pozzeveri). Fabio Bernardi del Marlia, con 17 reti, è il capocannoniere, davanti a Maurizio Fontana (Piaggione, 15 reti) Alessandro Filippini (Massaciuccoli) e Franco Di Riccio (Segromigno), entrambi con 14 reti. A Cral AMIT e Badia di Cantignano, ex aequo, la Coppa Disciplina.

Nel Campionato Amatori Dilettanti, vince la Gelateria Tori sulla Molognese (5-4 dopo i rigori, tempi supplementari finiti 1-1, arbitro Antonio Lotumolo). Al terzo posto il Sassi Eglio (1-0 sul Mugnano). Al Segromigno Calcio la Coppa Disciplina. Esordio nell’AICS per il Sassi Eglio e il Fra.Ni.Ba, che dopo 31 anni, sono ancora con noi.

Capocanniere del campionato è Giuliano Grazzini dell’Atletico Gragnano, con 23 reti, davanti a Luciano Franceschini (Montecarlo, 20 reti) Fabio Lencioni (PFV Sporting) e Roberto Bertoli (Valditurrite), entrambi con 15 reti.

34 gli arbitri utilizzati in stagione. Antonio Lotumolo (50 presenze) è il più impiegato, davanti a Sauro Martinelli (48, 238 le presenze totali) e Mario Puccini (42). Raggiunge quota 200 anche Fabrizio Giuliani.

Prima di finire stesi dai Negroni, a cena erano di nuovo affiorati i ricordi della storia collettiva che accompagnò in quella stagione la nostra piccola parte di storia. Gran bei ricordi, per me e tuo padre; con la caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989) avemmo la certezza, o l’illusione, che sarebbe cominciata tutta un’altra storia. Ancora è per me un giorno fondamentale, e per questo l’ho festeggiato di nuovo due anni fa, nel ventennale della ricorrenza, quando l’AICS ha rievocato la caduta simbolicamente in molte piazze del Paese.

L’Europa in quegli anni comincia a cambiare come non ci saremmo mai aspettati; dopo la fine a metà degli anni ’70 degli ultimi regimi fascisti, il crollo dei regimi comunisti completa l’aspettativa di un’altra Europa, ovunque libera e democratica. Ma anche in Africa si affaccia una nuova speranza: nel febbraio 90 Nelson Mandela esce di prigione, e il mese successivo viene eletto vicepresidente dell’African National Congress.

Nei ricordi di casa nostra ci sono poi gli starnazzi che ci provocò la Torre di Pisa chiusa nel gennaio ’90 per motivi di sicurezza, l’Oscar a “Nuovo Cinema Paradiso”, i Pooh che vincono a Sanremo con “Uomini soli”, Achille Occhetto che annuncia alla Bolognina che il PCI cambierà nome e simbolo, ma non dirigenti, la nascita della Lega Nord.

In Atletica leggera, Salvatore Antibo oro nei 5 mila e 10 mila, Francesco Panetta oro nei 3 mila siepi e Annarita Sidoti oro nella 10 km di marcia agli europei. Nel ciclismo, Gianni Bugno vince Milano-Sanremo e Giro d’Italia, Claudio Chiappucci è secondo al Tour dietro Greg Lemond.

Al Comitato provinciale l’estate ’90 porta con se tanti tornei di calcetto, la preparazione del prossimo campionato di calcio, l’organizzazione di un convegno nazionale sulla legge di riforma delle autonomie locali e il nuovo ruolo dell’associazionismo sportivo e di promozione sociale. Nell’AICS nazionale, Giorgio Perinetti si candida con un anno e mezzo di anticipo a succedere a Gianni Usvardi quale Presidente nazionale nel congresso programmato per il novembre 1991. La Toscana è divisa nella scelta tra i due candidati. A Lucca e Firenze siamo per Usvardi. Non andrà bene, ma cominceremo a raccontarlo meglio con la prossima puntata.

Autore dell'articolo: Gigi di Severino

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