Codice Toscano: la creatività a servizio delle proprie passioni

Tommaso Fontana è un “neo” quarantenne, sposato con Elisa e papà di Davide (e con altro bambino in arrivo) e nella vita fa l’ingegnere. Da qualche anno fa anche una cosa che mi piace tantissimo ovvero disegna “dei quadernini”. Detto così non sembra niente di esaltante lo ammetto. Invece Codice Toscano, come si chiama il progetto di Tommaso, è veramente interessante perché è un lavoro accurato e dettagliato, realizzato per passione: ogni singolo disegno è praticamente il racconto di una storia illustrata dopo ricerche minuziose e appassionate.

Come hai iniziato questa attività?

Ho iniziato circa dieci anni fa, nel 2011/12, quando andavo con mio padre sulle Apuane. Avevo bisogno di segnarmi le cose: dove si partiva, dove si lasciava la macchina, i sentieri. Ne facevamo molti e mi piaceva appuntarmi alcune cose, ad esempio i vari livelli di difficoltà o i percorsi. Da lì iniziai a prendere nota anche delle regate che facevo e adesso è diventata una passione nelle passioni. Ho realizzato molti diari ed ho aperto le pagine social di Codice Toscano dove ci sono gran parte dei miei disegni eccetto i primi, che erano appunti di viaggio semplice. Quindi tutto è nato dalla necessità di raccogliere questi momenti. Dopo i primi due diari ho iniziato a utilizzare le Moleskine x-large a pagine bianche perché sono perfette per i disegni e molto comode.

I temi che disegni rappresentano le tue passioni: le regate, la montagna, il vino. Ci sono altri temi che rappresenti? E come li realizzi?

Come dicevo prima, è partito tutto dalla montagna; poi ho cominciato a disegnare tutte le altre mie passioni, dai sigari ai rum alle regate a vela. La cosa che più mi piace è approfondire: per esempio quando si legge un libro spesso non si va nel dettaglio di quello che c’è scritto. Scrivere un diario invece ti obbliga ad approfondire e fare una sintesi, toccando alcuni aspetti di cui non si parlava nel libro ma che hai ricercato te. Ad esempio nel disegno “l’aliseo portoghese”, racconto un libro letto su un viaggio dall’Italia fino a Madeira in Portogallo. Il personaggio fa molte tappe e normalmente si può leggerle e non sapere dove sono. Scrivere il diario mi permette di scoprire nel dettaglio le varie tappe che ha fatto. Un altro esempio riguarda i vini: un conto è aprire una bottiglia e berla, un conto è scoprire dov’è la cantina, quanti e che tipo di vini fa, qual è la storia, ogni vino che percentuali di vitigno ha. Quindi il mio lavoro è approfondire e disegnare.

Vorresti pubblicare i tuoi lavori?

Non escluderei una pubblicazione futura ma ad oggi non mi è stato proposto da nessuno e anche io non ho tempo da dedicarci con attenzione. Ho un figlio piccolo e a breve ne avrò un altro, sono fuori casa per lavoro dalle 8-20, vado in palestra quando posso e dopo torno a casa e sto in famiglia, il tempo quindi non è tantissimo. E’ un hobby, una passione, e non ho al momento l’esigenza e il tempo di farlo diventare altro.

Ecco qua alcuni disegni dei molti realizzati da Tommaso che potete trovare qui: Instagram e Facebook.


Questo è lo stemma di Codice Toscano, disegnato per i social e riprende sullo sfondo il logo della Perini Navi e in primo piano lo stemma del CAI rivisitato (con la balena al posto dell’aquila e l’ancora al posto della stella). 1980 rappresenta il mio anno di nascita (since 1980, appunto).

Questo disegno è stato realizzato dopo la lettura di Moby Dick (il libro Melville, ndr) che mi ha permesso di approfondire il periodo leggendario delle baleniere. E’ rappresentato inoltre lo stemma dell’associazione contro il bracconaggio in mare.

Queste immagini invece rappresentano il periodo in cui Simone Moro fece la prima invernale sul Nanga Parbat, mai stata fatta in precedenza. Il disegno è stato ispirato da una foto di Daniele Nardi (altro escursionista, poi morto in spedizione) dove in primo piano c’è una Bialetti al fuoco tra le tende del campo base proprio al Nanga Parbat. Da lì poi è partito tutto il resto del disegno.

Questa immagine rappresenta una regata che ho fatto già due o tre volte (151 miglia, oggi tra le più prestigiose del Mediterraneo). Il disegno mostra la rotta che abbiamo seguito e la nostra posizione di terzi classificati di categoria. Inoltre si vede una barchetta più piccola perché alla premiazione venne anche mia moglie Elisa con mio figlio Davide.

Questo è il primo vino che ho trattato in modo accurato e rappresenta la cantina, il territorio di provenienza, le caratteristiche, con dettagli particolari legati alla singola storia del vino, come il faro (edifici chiamati le cattedrali del mare).

Questo invece rappresenta il Pierre Pérignon, l’abate che gettò le basi del metodo classico
Stare in cucina non mi piace tranne fare grigliate, tartare e maionese, cose veloci insomma. Allora un giorno volendo fare una tartare approfondì la ricetta: pezzo del bovino, ingredienti, salsa Worchester.

Autore dell'articolo: Margherita

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